Negli ultimi due anni il fiume ha straripato durante entrambe le stagioni delle piogge. L’anno scorso molti contadini hanno perso gran parte del loro raccolto a causa delle inondazioni. Ora l’argine ci permette di coltivare i nostri campi con maggiore sicurezza e di guardare al futuro con maggiore speranza, nonostante i cambiamenti climatici in corso.
Dickson Mapunda, Presidente della Chilingali Water Users Association
A Chilingali, nel distretto di Nkhotakota, nel Malawi centrale, la stagione delle piogge non è soltanto un momento atteso dagli agricoltori: è anche una fonte di crescente preoccupazione. Quando il fiume Kaombe si gonfia rapidamente, l’acqua può superare gli argini e raggiungere lo schema irriguo, mettendo a rischio i raccolti e, con essi, il sostentamento di oltre 200 famiglie.
È per questo che la riabilitazione e il potenziamento della fascia che separa lo schema irriguo dal corso del fiumerappresentano molto più di un intervento infrastrutturale. Significano salvaguardare la terra coltivabile, il lavoro degli agricoltori e le risorse sulle quali intere famiglie fanno affidamento per vivere durante tutto l’anno.
La fascia protettiva, lunga complessivamente 2,32 chilometri, delimita oggi i 100 ettari dello schema irriguo di Chilingali. I lavori hanno permesso di riabilitare 1,6 chilometri dell’argine esistente e di realizzare ulteriori 0,5 chilometri, aumentandone la capacità di contrastare le piene del Kaombe nei punti maggiormente esposti.
La fascia protettiva che delimita lo schema qui a Chilingali serve ora non solo come camminamento per gli agricoltori e i mezzi agricoli, ma rappresenta soprattutto un argine contro le piene sempre più frequenti del fiume Kaombe.
Vincent Phiri, Nkhotakota Principal Irrigation Officer
I lavori, supervisionati dal CISP in coordinamento con il District Department of Irrigation e il Department of Forestry and Natural Resources, sono stati realizzati attraverso due iniziative complementari: il progetto Smart Climate (AID12590/09/9), co-finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), e il progetto RISE-BIO – Ripristino e salvaguardia dell’ecosistema e della biodiversità dello schema di irrigazione di Chilingali, realizzato con il contributo dell’8x1000 alla Chiesa Valdese.
In Malawi, dove l’agricoltura rappresenta una componente fondamentale dei mezzi di sussistenza delle famiglie rurali, la tenuta delle infrastrutture irrigue è strettamente legata alla sicurezza economica delle comunità. Per gli agricoltori di Chilingali, perdere un raccolto a causa di un’inondazione significa infatti perdere non soltanto il cibo e il reddito dell’anno, ma anche le risorse necessarie per affrontare la stagione successiva.
Negli ultimi anni, l’andamento delle precipitazioni è diventato sempre meno prevedibile. Periodi più lunghi di siccità si alternano a piogge concentrate in periodi più brevi e intense, aumentando il rischio di piene improvvise dei corsi d’acqua. Il Kaombe non fa eccezione: durante le ultime stagioni delle piogge, le sue acque hanno raggiunto livelli tali da superare le opere esistenti e penetrare nello schema irriguo.
Nel febbraio 2024, una violenta inondazione aveva provocato gravi danni, modificando temporaneamente il corso del fiume e sottraendo alle famiglie parte della terra coltivabile. Per questo, completare i lavori prima dell’arrivo della stagione delle piogge del novembre 2025 ha rappresentato una priorità per la comunità.
Innocent Mwale, membro della Chilingali Water Users Association, ricorda ancora l’impatto dell’ultima piena:
A causa dell’inondazione di febbraio 2024, ho perso quasi tutto il mio raccolto di riso, portato via dalla piena poche settimane prima della raccolta. Con quei ricavi avrei dovuto sostenere la mia famiglia per i successivi 12 mesi. Purtroppo, ho dovuto vendere molto di quello che avevo per far fronte alle nostre necessità. La nuova zona cuscinetto realizzata dal progetto mi permette di investire le mie risorse con maggiore sicurezza nella nuova stagione agricola, mettendo al sicuro le risorse della mia famiglia da nuove inondazioni.
Rendere lo schema irriguo più resiliente non significa soltanto intervenire sull’argine. Per questo, il progetto ha previsto anche il rafforzamento dei punti maggiormente esposti attraverso gabion baskets e il consolidamento della fascia con vegetazione ripariale.
In collaborazione con il Department of Forestry and Natural Resources, sono state piantumate oltre 250 piante di banano e 1.000 piante di vetiver grass, con l’obiettivo di contribuire alla stabilizzazione del terreno e alla prevenzione dell’erosione. La vegetazione rappresenta inoltre una possibile fonte aggiuntiva di reddito per le famiglie che coltivano nello schema.
Parallelamente ai lavori, il progetto ha accompagnato la comunità nella definizione di un regolamento per la gestione delle risorse forestali lungo la zona cuscinetto. La Chilingali Water Users Association si è impegnata ad applicarlo e a promuoverne il rispetto tra i propri membri, affinché gli interventi realizzati possano mantenere la loro efficacia nel tempo.
Avremo cura di evitare che si coltivi lungo l’argine come avveniva in passato. Grazie al progetto abbiamo capito l’importanza di mantenere in buona salute la zona in prossimità del fiume. Le piante di banano, oltre a fornire protezione, rappresentano anche una nuova fonte di reddito. Dobbiamo avere cura dello schema in cui lavoriamo: senza la dovuta attenzione, rischiamo di perderlo nuovamente.
Le parole di un agricoltore raccontano così un cambiamento importante: la sicurezza dello schema irriguo non dipende soltanto dalle opere realizzate, ma anche dalla capacità della comunità di prendersene cura e di gestire in modo sostenibile le risorse naturali che lo circondano.
A Chilingali, la fascia lungo il Kaombe è oggi nuovamente in grado di contrastare le piene e, insieme alla vegetazione e alle nuove regole di gestione della zona cuscinetto, contribuisce a rendere più sostenibile nel tempo lo schema irriguo.
Per le famiglie di Chilingali, questo significa poter continuare a coltivare, sostenere i propri cari e affrontare la prossima stagione agricola con maggiore sicurezza.