Argentina: Promozione dei diritti umani delle persone in situazione di disagio mentale

DIRITTI UMANI


IN ARGENTINA LA PROMOZIONE DEI DIRITTI UMANI DELLE PERSONE IN SITUAZIONE DI DISAGIO MENTALE ATTRAVERSO IL LAVORO, PRATICA DI LIBERTA’

Lottare contro l'esclusione e lo stigma sociale che colpisce uomini e donne che si trovano in una particolare situazione di disagio mentale, sviluppando progetti di integrazione socio-economica e favorendo la creazione di nuove imprese di lavoro: è questo l'obiettivo raggiunto in 3 anni di lavoro dal CISP-Sviluppo dei popoli, con il progetto I.So.L.E.(Integrazione Socioeconomica e lotta contro l’esclusione sociale in aree prioritarie dell’Argentina)-Emprendiendo Libertades, sviluppato in Argentina con l'associazione Ecco (En camino con otros) e cofinanziato dalla Cooperazione italiana allo sviluppo. Un progetto il cui obiettivo è la lotta per la piena affermazione dei diritti umani delle persone con situazioni di disagio mentale e vulnerabilità economico-sociale, e la loro completa integrazione nella società civile attraverso il lavoro.
 



Sviluppato nelle province di Chaco, Chubut e Rio Negro e nelle città di Buenos Aires, Maquinchao, Puerto Madryn, Resistencia, Trelew, Bariloche e Viedma, il progetto ha la sua origine da una gestione comune dello Stato e del Terzo settore, grazie alla quale si è consolidata una rete territoriale di lotta contro l'esclusione sociale. “Nel 2010 l'Argentina – spiega Vittorio Chimienti, responsabile CISP per il progetto – si è dotata di una nuova legge sulla salute mentale che, facendo riferimento alla nostra legge Basaglia, prevede che non vengano più costruiti ospedali psichiatrici, ma che invece queste persone vengano censite e reintegrate nella società. L'impresa sociale è una delle modalità previste dalla legge”.


 In questo ambito sono stati formati nuovi profili professionali, sviluppate 17 imprese sociali, di cui 14 create ex novo, aperta una Scuola biennale di specializzazione per operatori socio-sanitari e comunitari e organizzato un Osservatorio internazionale per l'interscambio di esperienze e buone pratiche con altre realtà dell'America Latina e dell'Europa. “Ovviamente le imprese sociali – continua Chimienti - presentano alcune differenze rispetto alle imprese private per quanto riguarda la distribuzione del lavoro, dei soldi e degli orari. Chi si trova in situazioni di disagio mentale non può lavorare agli stessi ritmi delle aziende 'classiche'. I farmaci o le crisi limitano in alcuni periodi le loro possibilità lavorative. Ma ciò non significa che la loro resa sia inferiore a quella di un lavoratore senza problemi. Stiamo facendo anche studi di mercato in modo da collocare e adattare l'attività produttiva alle esigenze del territorio, in modo che quanto prodotto dalle imprese sociali abbia un buon riscontro a livello di mercato”.

Le attività principali sono state organizzate seguendo tre filoni
Per ora il riscontro per i partecipanti al progetto è stato più che positivo. “Abbiamo rilevato – aggiunge – rapidi ed evidenti progressi in chi ha lavorato nelle imprese sociali. E' diminuito il ricorso ai farmaci e migliorata la loro capacità di integrazione e produzione. Vedere che il frutto del proprio lavoro viene venduto e produce un ritorno economico è una grande iniezione di fiducia ed autostima per queste persone. L'importante è che il lavoro assegnato sia degno, remunerato adeguatamente e che si dimostri stima alla persona per quello che può e sa fare”. Grazie al progetto I.So.L.E. si è così riusciti a migliorare il livello di benessere sociale ed economico di circa 3.800 persone con disabilità psichiche o in condizione di vulnerabilità socio-economica, che hanno realizzato prodotti e fornito servizi di prima qualità promuovendo un modello alternativo di sostegno alla promozione della salute pubblica. L'impresa sociale è un modello di lavoro in cui si sviluppano le capacità decisionali dei singoli e di assumersi rischi con un'organizzazione di tipo cooperativo, che però può essere presente sul mercato al pari degli altri concorrenti. In questo modo le persone acquisiscono nuove abilità professionali e si rafforzano con un nuovo ruolo sociale.


Al fine di mostrare le buone pratiche ed esperienze di successo portate avanti in questi anni di lavoro e al fine di accompagnare l’attuale impegno civico, culturale e politico della società argentina in favore del pieno rispetto dei diritti umani, il progetto ha realizzato la pubblicazione “Revista Emprendiendo Libertades”, in cui si illustra l’esperienza positiva dell’impresa sociale di sartoria “Hilos y Puntadas Chaqueñas” (Fili e punti del Chaco), situata nella città di Resi

stencia, Provincia del Chaco. Nel numero 0 della rivista, in spagnolo, interviste ai componenti dell’impresa, al personale della casa di accoglienza, alle autorità della Direzione Provinciale di Salute Mentale, a organizzazioni sociali e al Ministro della Salute Pubblica della Provincia. Da segnalare l'intervista a Leonardo Gorbacz, autore della recente Legge Nazionale di Salute Mentale 26657 e il punto di vista dell’Istituto Contro la Discriminazione, la Xenofobia e il razzismo INADI. Inoltre scritti degli scrittori Educardo Galeano e Giorgio Gaber.

La versione online della rivista è disponibile all’indirizzo: http://issuu.com/emprendiendo_libertades/docs/el_0.  

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